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Il Coaching, applicato in ambiti aziendali, si definisce "CORPORATE-COACHING."

Si può utilizzare il Corporate Coaching sia in incontri individuali che in gruppi di lavoro, in questi ultimi casi si definisce "TEAM-COACHING."

      

Durante la mia carriera di venditore ho partecipato a molti “corsi di vendita” (dai basic agli advanced) osservando che, sia su di me che sui miei colleghi, gli effetti erano molto blandi (su 10 competenze ne mettevamo in campo 1, al massimo 2).

Perché ? Perché a nessuno piace sentirsi dire “fai così...”,  magari proprio da un formatore che non ha mai venduto nulla direttamente.

Celebri le frasi alla macchinetta del caffè:   “Si, si dice bene lui, ma davanti ai clienti ci siamo noi…!”,  ” Se è così bravo perché non fa il venditore anziché dire a noi come si fa ?”,   “Questa è tutta teoria, poi la pratica è un'altra cosa…”.

Per superare questa naturale resistenza, ho  provato diversi sistemi, ma alla fine qualsiasi cosa che ci “arriva da fuori” è comunque un attacco al nostro “io” e quindi va rifiutato. Fin quando non c'è consapevolezza e responsabilità, le persone non cambiano le proprie azioni.

Le persone, spesso, sanno già cosa fare, ma semplicemente non lo fanno.

E’ molto illuminante la frase di Henry Ford che dice:

"Insegnare è: ricordare agli altri ciò che già sanno".

L'unico sistema che ho trovato utile per svolgere attività formativa efficacemente è applicare il coaching alla didattica. 

Ai partecipanti alle aule chiedo, prima di tutto, di focalizzare quali sono i loro  punti di forza e debolezze, gli ostacoli che possono incontrare e quali strade possibili hanno per raggiungere i loro obiettivi professionali.

Successivamente trasferisco loro le competenze (didattica vera e propria) quindi, col gruppo o individualmente, definiamo i piani di azione: le strategie, i tempi e step necessari per raggiungere gli obiettivi prefissati.

La consapevolezza e la responsabilità delle azioni da intraprendere, restano sempre nelle mani delle persone. Ciò fa si che le persone decidano di apprendere nuovi strumenti di lavoro, scelgano di applicarli e si impegnino per il raggiungimento dei massimi risultati.

Questo è ciò che fa la differenza tra la semplice Formazione e la Formazione Motivazionale.

Le persone escono dalle aule molto più motivate e caricate di energie positive, mettendo così molta più determinazione ed efficacia nello svolgimento dei propri incarichi, incrementano la propria autostima, la motivazione ed il livello delle loro performance professionali.

Sono loro stesse le artefici dei loro progressi.

 

Carlo Pavarani